Sanremo e piccoli flash
18 febbraio 2009 alle 6:11 pm | Commenti disabilitati
Che dire di oggi?
la quiete prima della tempesta. ho riascoltato il disco. e cazzo, è un signor disco. ora non dipende più da me. ora ci vuole il lavoro delle persone giuste. mi state scrivendo in tanti…grazie grazie grazie. vi voglio bene e le vostre mail mi confortano e sostengono. vorrei riuscire a rispondere a tutti, ma spesso non ho modo, tempo o concentrazione. odio le banalità, lo sapete…se devo scrivere cose ovvie preferisco rimandare.
alla fine ieri sanremo l’ho visto. che testa di cazzo che sono. io che sono così autoprotettiva in certe cose, in altre resento il masochismo. volevo stare male, ma sapete, non ci sono riuscita del tutto. ho visto veramente ben poche cose che meritassero attenzione. la canzone degli afterhours non era male, anche se cantata da rocker un po’ troppo ubriaco. ma non sono una fan del tecnicismo quindi in generale positiva. benigni superbo, ma terribile la parentesi sulla canzone della zanicchi, a mio avviso senza il mordente necessario. la parola trombare non fa più ridere nessuno. lui asimmetrico e travolgente, pieno di carisma. meno male che esistono uomini che ti fanno ancora ridere. “perchè ha la mano destra al posto di quella sinistra?” è stata l’unica cosa che ho detto mentre si esibiva patty pravo, boh, forse un’allucinazione. sembrava montata al contrario. iva zanicchi incommentabile, ma forse è perchè è talmente lontana dal mio gusto che non sono obiettiva. mi fa ridere che io e fegiz abbiamo sempre pareri alineatissimi. quando lui dà 1 io do 9, se lui dà 10 io ci metto il segno meno. ricordatemi di fottermene se dirà che il mio disco fa schifo. tricarico inconsistente, peccato. a me lui in genere piace molto. pupo non è esistito. nel senso che proprio il mio cervello non lo accetta. non so nemmeno dire cosa ha cantato, se, quando e perchè. stamattina mentre leggevo le votazioni del giornale ad andrea per telefono gli ho detto “dunque…renga bla bla bla, gemelli diversi bla bla bla, pupo non te lo leggo neanche…”. buffo. su povia mi trovo in disaccordo col mondo intero. a me povia piace. mi piacciono i suoi testi e spesso la sue melodie. la canzone di quest’anno è salvabile, forse meno originale delle altre volte, musicalmente parlando. il testo non l’ho trovato ne’ offesivo ne’ polemico. scritto senza la poesia di vorrei avere il becco, ma sempre con un’abilità narrativa fatta di rime azzeccate e bei particolari. mi piace come scrive povia. non ci sono cazzi. usa le immagini, a tratti parla come un bambino. è un gran furbo. un furbo bravo. sono stufa che non si possano più raccontare storie. ormai tutto si deve ridurre ad un unico fascio. ogni singolarità diventa universo. ogni discorso messaggio globale. che palle. evviva le storie. evviva chi le racconta. io sarò sempre lì ad ascoltare una storia, quando la incontrerò, perchè le storie sono vita. le storie sono persone, è per questo che possono essere diverse, ingiuste, bastarde. si, le storie sono vita. diversa, ingiusta, bastarda. chi vuole che si cantino solo i princìpi vada in chiesa. lì troverà solo, soltanto quelli.
gaia





