Pienza, selvaggia, l’elfo dei boschi

30 agosto 2010 alle 14:28 | Commenti disabilitati

E’ stata una domenica di lavoro, ma molto probabilmente ripartirò presto.
questo venerdì, forse. destinazione, un agriturismo a pienza. ezio ha detto bene. pienza e dintorni sono posti meravigliosi. ci ho lasciato il cuore due anni fa, quando ho corso in quelle zone per le mille miglia…lingue di terra e di verde con un cielo che sembrava una fetta di pane spessa su cui avevano spalmato marmellata rossa, dolce e profumata. un incanto. così mi sono detta: cosa cambia. se anche faccio altri 6 giorni con iaki, questa volta in collina. a passare pigre giornate leggendo libri su libri, a scrivere nuove storie o canzoni, a prendere il sole, a cavalcare, a fare passeggiate, a seminare voti in tutte le chiesette che incontro e visitare finalmente l’antro di cagliostro (che è a san leo in emilia, lo so), il buco che mi affascina di più sulla terra. niente. forse me lo merito anche. e allora mi sa proprio che parto.
vacanze solitarie, quest’anno. per mia scelta, e non ne sono mai stata più convinta. ho voglia di natura, di pace, di immaginazione. di silenzio. questi ultimi due anni mi hanno rimescolato come zuppa in un calderone e adesso voglio diventare un acquerello. tenue, delicato…tranquillo. cerco posti pieni di storia, cerco posti dove il tempo passa lento, dove possa ritrovare me stessa, quel nocciolino interiore da cui scaturisce la mia creatività. e chissenefrega se nella mia vita qualcuno mi fa notare che “le persone ti danno molto più degli animali. I rapporti sono più difficili certo, ma come portano più dolori portano anche più gioie. E una persona intelligente come te dovrebbe apprezzarlo”. sarà anche vero, ma gli animali non mi deludono mai, mentre le persone lo fanno spessissimo. e la delusione è un sentimento orribile, e bagnato, e appiccicoso, e qualcosa di cui adesso non ho proprio bisogno. perciò che mi lascino in pace se voglio fare l’elfo dei boschi, o l’eremita, o l’avventuriera. uno psicanalista ce l’ho già. dorme quasi sempre e non mi dice mai cosa è giusto e cosa sbagliato. perchè dovrebbero farlo gli altri?

sto diventando sempre più vorace di indipendenza. furiosa, incontenibile. la maggior parte delle donne, crescendo, sente bisogno di stabilità, di legami, di mettere radici. a me sta accadendo il contrario. sono sempre più insofferente nei confronti di chi vorrebbe mettermi briglie, paletti, darmi direzioni. persino esagerata nel mio scalciare. terrorizzata dal fatto che mi si imprigioni, o etichetti, o possieda, o controlli. specialmente i maschi. come se mi sentissi sempre minacciata. come se avessi un cartello attaccato alla schiena con scritto proprietà privata. e più mi sento così più mi sembra che chi mi sta intorno non solo non lo capisca, ma stringa ancora di più i lacci. forse è tutto nella mia testa, non lo so…ma quanto detesto anche solo pensare di poter essere controllata. è una cosa che mi fa impazzire. mi incattivisce come una bestia selvatica. non esiste modo migliore al mondo per farmi scappare. per un breve periodo, un anno fa, ho sentito un debole, fioco desiderio di maternità affacciarsi nella mia mente…ecco, ho pensato…sta capitando anche a me…a me che pensavo di essere diversa (e non lo dico in negativo verso chi ce l’ha, assolutamente). beh, non so cosa sia successo, ma oggi di quel sentore non c’è più traccia. zero. anzi, mi sono proiettata verso lo stato brado, verso la totale assenza di schemi, di percorsi. non me ne frega più niente. ora mi direte che mi ritroverò a 54 anni con la frangia unta a fare un figlio come gianna nannini. e chi lo sa. con me non si può mai dire. però la frangia magari prima me la lavo.

mi raccomando, sostenete l’inizativa LIVENDO quando partirà. trovate tutte le informazioni su livendo.wordpress.com
il vostro aiuto è preziosissimo. lo è quando leggete e ridete delle mie disavventure vacanziere, ma anche (e di più) quando mostrate di amare la mia musica e il mio lavoro. non mi obbligate a partire davvero per il giro del mondo in 80 dischi per fare qualche soldo. o a scrivere un libro. non ne avrei la pazienza. non ancora.
ora torno a chiedere preventivi e limare testi. in quest’ordine, o in quello contrario, o tutte le due cose insieme.

se mi dessero una stanza con vista sulle crete sarei felice.

gaia

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