Mad country_le escursioni

6 settembre 2010 alle 20:33 | Commenti disabilitati

Stasera sono nera come carbone.
questo stato di irraggiungibilità mi ha innervosito moltissimo. chiedo scusa a chi mi ha mandato sms e non ha avuto risposta: il mio cellulare non ha mai, e dico mai preso. niente. del tutto tagliata fuori dal mondo. molti sms sono sicuramente andati persi.
è ancora chiaro e sto scrivendo questo post in giardino. probabilmente riuscirò a pubblicarlo solo domattina, perchè qui basta che si sposti una nuvola che sparisce anche la connessione. il lavoro mi chiama, arrivano mail, spuntano problemi, ed io qui come una deficiente a girare per la scarpata con il cellulare alla ricerca di una cazzo di tacca. sì, suona proprio bene come frase. cazzo di tacca.

questo post vale per due giorni, dato che ieri non c’è stato verso di trovare un qualunque contatto con il mondo. ho provato a stare davanti al mac per un’ora più o meno così, ma non ho ottenuto nessun risultato:

iaki in compenso era già in questa posizione, il che la dice lunga sulla differenza di energie tra una femmina umana alta 1,74 e un golden maschio di anni 3. ho nettamente vinto la battaglia.

ieri passeggiata a cavallo di due ore per me, un giro meraviglioso lungo le colline da cui si vedeva l’intera valle. peccato mi avessero dato, e non chiedetemi perchè, la sella da cattura-manzo-al-lazo, che differisce dalla classica sella all’americana per il fatto di essere infinitamente più scomoda, con inserti e protuberanze proprio in mezzo alle cosce. una cosa che dopo 1 ora e mezza di trotto, vi assicuro, si fa sentire. in compenso ho mollato iaki da solo alla casetta, impigliando il guinzaglio lungo nella porta (una strategia da ottimo ingegnere, questa volta). l’ho ritrovato ESATTAMENTE come l’avevo lasciato, cioè con gli occhi a forma di moneta da 5 centesimi per il terrore dell’abbandono e le orecchie talmente alzate che era diventato un volpino. non vi dico le feste che mi ha fatto quando sono tornata. nemmeno io ne facevo così tante a babbo natale. qui è dopo essersi rotolato nel prato spinto dalla gioia di avere ancora una padrona.

oggi invece siamo stati in una riserva naturale magnifica. anche qui, camminata massacrante, con la differenza rispetto alle altre volte che mi sembrava mi avessero tolto ieri una cintura di castità in ferro battuto modello medioevale (vedi cavallo). il giro di oggi è stato estremamente educativo, specialmente per iaki. qui sono impegnata a fargli una lezione sui funghi, con tanto di cartellone e bacchetta. notare la mia faccia e soprattutto figurarsi cosa devono aver pensato i forestali che passavano con le jeep in ricognizione.

il paesaggio era meraviglioso, un misto di vegetazione boschiva, toscana e mediterranea, davvero stupendo. viali di cipressi che portavano a casette abbandonate, angoli rocciosi dai colori sempre diversi. come in un quadro.
ho anche preso una specie di sgridata da un forestale baffone con il macchinone. si è fermato con un gran vocione e mi ha detto “il cagnone va al guinzaglione!”. poi è sgommatone via per lo stradone. io, paralizzata in un finto sorriso di circostanza, mezzo secondo dopo avevo liberato iaki, come avrebbe fatto chiunque in una riserva in cui non passa NESSUNO. peccato che il forestalone con il vocione non fosse proprio un coglione…infatti mi ha beccato nemmeno 5 minuti dopo. si è riaccostato e con i rayban che usava tom cruise (con risultati nettamente migliori) in top gun mi ha detto: “facchhhhiamo i furbi, eh?”. al che ho sfoderato il mio sorriso più scintillante e anche il gesticolio che di solito confonde moltissimo vigili, guardie giurate, carabinieri e in generale tutti quelli con la divisa, e ho detto “beh, prima di lei son passate altre 4 jeep di forestali e nessuno mi ha detto niente, io ho fatto LA MEDIA ARITMETICA”. la sua reazione non ve la voglio raccontare per pietà.

sulla via del ritorno non poteva mancare la spesa alla coop di volterra, un posto orribile e zozzo pieno di famiglie romane appendici di altre famiglie romane a loro volta appendici di ulteriori famiglie romane, tutte in spedizione a fare la spesa con carovane di carrelli, bambini, zii, adolescenti e centomila bisogni disorganizzati ed introvabili. ovviamente li avevo davanti alla cassa. ed ovviamente hanno voluto pagare alla romana. Lì.
domani si ritorna, ma non prima di aver fatto, risalendo, una tappa al mare, dove voglio far fare a iaki un bel ciaffi ciaffi nell’acqua salata, e spiegargli perchè le sirene non esistono più.

buonanotte

gaia


Comments are closed.

Video of the Day


Photo

 

Network

Vetrine Digitali