La Bella e la Bestia (a tempo indeterminato)

17 febbraio 2012 alle 01:26 | Commenti disabilitati

C’è un controsenso imperdonabile in questa favola, forse la favola con la premessa più bella e profonda di tutto il mondo delle favole.
sono rimasta così impressionata dalla ribellione meravigliosa che ne è alla base da citarla persino nel testo di One.
è da sempre la mia fiaba preferita, quella che racconterò a mio nipote con infinite sfumature e particolari inventati sempre nuovi e facendo le voci diverse per tutti i personaggi, travestendomi persino. comprerò una di quelle brutte maschere di carnevale e un lungo mantello, e poi una coroncina di vetro nel negozio dei cinesi e un nastro rosso da mettere fra i capelli. farò anche la teiera e mi sposterò da una parte all’altra e da destra a sinistra durante i dialoghi, per dare l’illusione della tridimensionalità.
giuro che ce la metterò tutta per risultare credibile.

questa favola ha però un controsenso gravissimo.
ed è: se la Bella ama la Bestia per quella che è, che motivo c’è di farla diventare un principino moscio e depilato alla fine della storia? perchè non è stato sufficiente il “e vissero felici e contenti, così com’erano, una bella e l’altro mostruoso, ma dato che si amavano sopra ogni cosa chi se ne frega delle apparenze?”.
ho fatto questa domanda via skype a francesco, e lui, mentre compilava cose noiosissime da avvocato, mi ha risposto distrattamente “è per l’esigenza del lieto fine”.
ma io dico: perchè, se la Bestia non si fosse trasformata in un concorrente di uomini e donne, col ciuffo impomatato e il sorriso obliquo, il lieto fine non ci sarebbe stato? forse anche in questa favola si sente il bisogno di salvare le apparenze? perchè l’unione sia approvata anche dal resto delle persone? perchè un amore così può esistere, ma non supererebbe la settimana senza uno stravolgimento estetico?
non va bene.
io protesto.
protesto perchè il finale nega la premessa, che era magica, profonda, meravigliosa e assolutamente riproponibile nella vita di ciascuno di noi.
dov’è l’insegnamento.
dove sta.
non è sufficiente che ce ne sia un pochino e poi basta. un insegnamento serio comporta anche l’accettazione di alcuni sacrifici, pesanti e alungo termine. perchè grandi imprese e grandi personalità non sono per definizione semplici. protesto contro il solito incantesimo buonista, protesto contro la calzamaglia bianca, la spada e il cappello blu.

che poi.
la bestia è infinitamente più erotica.
vogliamo mettere?

perciò per mio nipote la storia avrà un finale diverso.
nella mia versione, la bella vivrà felice con la bestia, ma entrambi così come sono.
e la loro scelta dovrà essere confermata e sostenuta ogni giorno, a dispetto di qualunque ostacolo e difficoltà.
perchè nella vita non succede che un giorno arriva una fatina e trasforma un cesso in uno strafigo.
per fortuna.
e perchè se così fosse, non ci sarebbe più valore nel fare scelte coraggiose.
e dato che mio nipote crescerà bellissimo, di questo sono sicura, quando sarà grande sarà un bello profondo. non di quelli che guardano soltanto la buccia. si ricorderà del finale della favola di zia gaia, inconsciamente, e sempre inconsciamente ne verrà influenzato.

e vedrà il bello per quello che realmente è, e amerà molto e sarà molto amato, e soprattutto sarà un uomo coraggioso.

gaia

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