Si comincia sul serio

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Si comincia sul serio

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Eccomi qui.

A cominciare, come una volta, il diario di quella che spero sarà, anche grazie al vostro aiuto, la mia prossima produzione dopo una lunga, lunghissima pausa! Il mio psichiatra ieri, in videochiamata skype,  ha sinceramente provato pena per se stesso, anche se rideva tantissimo. Dopo aver sentito della ripresa della musica, della campagna di raccolta, del rimborso del rimborso, delle scuse con gli occhiali da sole e del video jihadista che chiedeva un finto riscatto ha solo detto “sono certo che i tuoi fan penseranno che non so fare il mio lavoro… spero non tu abbia detto loro come mi chiamo” :D.

Comunque, erase and rewind, diceva una vecchia canzone che certamente ricorderete… ed è quello che abbiamo fatto tutti insieme.

Avanti!

Gli articoli di un blog sono sicuramente il mezzo migliore per rendervi partecipi di questa cosa con tanti diversi elementi multimediali… testi, immagini, suoni, video… tutto insieme, come si faceva una volta nelle note di facebook, senza le limitazioni assolute che i social impongono… alla fine, poi, basta condivere un articolo anche su quelli.

Era una modalità che avevo quasi scordato, come se si fosse cancellata in sogno. Eppure per decine di anni ho tenuto vivo solamente un blog, che ho persino sintetizzato in un libro (credo che solo due persone al mondo l’abbiano letto tutto… smentitemi se avete il coraggio ;)). Forse è stato per stanchezza che non l’avevo considerato come modalità comunicativa… forse perché oggi è un po’ fuori moda, forse perché vanno i contenuti estemporanei, quelli brevi e veloci… non lo so. Ma alla fine chi se ne frega. L’ho rispolverato, è quello che più mi si addice – io che non so essere una cosa sola alla volta… una frase su twitter, una foto su instagram, un video su youtube – qui posso essere contemporaneamente un po’ quel che voglio. E sembrare anche tante cose insieme, tipo talentuosa e non solo pazza, simpatica e non solo pazza, creativa e non solo pazza! Insomma, non solo pazza! :DDD

Cominciamo dallo studiolo che mi sono ritagliata per i provini. E’ al piano terra di questa enorme, vecchia casa… un tempo era una camera oscura usata dai fratelli di mio padre per i loro esperimenti… poi negli anni ha assunto una connotazione di archivio d’arredamento, con centinaia di vecchie riviste e poster d’epoca… un luogo affascinante. Ricordo che da piccola avevo una paura terribile di entrarci, mi sembrava enorme e buissimo, e soprattutto era pieno di maschere orribili e totem con le bocche spalancate che mia zia portava dai suoi viaggi per il mondo in posti selvaggi (chissà perché comprava quelle cose così piene di iella, poi). Qui, proprio lei, ci faceva anche fare le “adventure“, esperienze avventurose tutte basate sulla fantasia, di notte, con le torce ed orribili aquile di fuoco che volavano in aria da cui dovevamo nasconderci strisciando sul pavimento… devo aver preso da lei l’attitudine che ho verso i miei nipoti. Comunque, per colpa di queste adventure, che noi volevamo fortissimamente fare, non dormivamo più la notte, così abbiamo dovuto interromperle.

E’ incredibile quanto diversamente vedano il mondo i bambini rispetto a noi… è una cosa meravigliosa. Ho spesso provato, concentrandomi, a rientrare in quella prospettiva, qui dentro, in questo studiolo, ma non ci sono mai più riuscita. Ora è solo quello che sembra, nonostante la mia immaginazione sconfinata. E’ il prezzo che si paga quando si diventa grandi.

Ora ho aggiunto solo il portatile, che sta tirando le cuoia (le casse gracchiano e posso usare la cuffia, il sistema operativo è così vecchio che nessun browser funziona più e non sono connessa, ma garage band ce l’ho solo qui), e questo nuovo signore, un microfono, consigliato da Emilio per le mie esigenze, ma schifato dallo stesso Emilio perché non costa 4000€ come quelli che usa nel suo studio e durano trent’anni (e va beh Emil, almeno tra i due qui sotto che mi hai consigliato ho scelto il meno economico)

I microfoni tra cui ho dovuto scegliere. Non è stato facile.

 

A breve vi parlerò del primo brano che vorrei registrare.

Nell’attesa però vi lascio con una canzone che scalerà le vette di tutte le classifiche, e si intitola KATS. La trovate nel player qui sopra. Non è scandalosamente… scandalosa? La base invece è il provino molto rough di uno dei brani che vorrei fosse nel disco, forse non nel primo EP, ma nel disco intero certamente sì.

Vi ricordo che ho bisogno del vostro contributo, anche piccolo, per poter entrare in studio ed incidere i primi brani (che chiameremo EP)! Questa è la pagina ufficiale della raccolta: https://www.gaiariva.it/crowdfunding-page  Conto su di voi! Gaia

 

Comments: 5

  • SilviaPet
    Rispondi 27 Maggio 2020 15:37

    Kats spaKKa 🤣🤣🤣🤣
    Che meraviglia, aspettavo da tanto questo momento e sapevo che sarebbe arrivato. Comunque il microfono che non hai scelto secondo me era meglio 😅

    P.s. O sono una delle due persone che hanno letto il libro di cui sei a conoscenza o sono la terza.
    Fatto stampare e letto tutto ❤

    • Gaia
      Rispondi 28 Maggio 2020 00:03

      Non avevo dubbi!

  • Tita
    Rispondi 27 Maggio 2020 23:21

    Kats comunque è una figata 😊

    • Gaia
      Rispondi 28 Maggio 2020 00:02

      😂

  • Anonimo
    Rispondi 16 Giugno 2020 13:57

    Ciao

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